
Un libro non è una storia a sé, ma l’autore, in qualche modo, racconta anche di sé, non solo dei suoi personaggi. Poi, in un libro autobiografico c’è di più. Un libro autobiografico merita profondo rispetto, perché c’è un fiume di emozioni, sentimenti, parole, che dall’essere personali, passano dall’autore ai lettori. È una confessione e, insieme, è un regalo che decide di fare.
“Mamma ho la dislessia” è un fumetto autobiografico, un lavoro che va oltre le parole e i disegni, perché Claudio Maria Damiano ha deciso di raccontare non di una vita patinata, ma del suo cammino in salita, a cui non ha consentito di sconfiggerlo, ma offrendo l’occasione alla DSA di diventare il suo alleato.
Alessio, il protagonista è del racconto, ma è un argomento di cui Claudio conosce ogni aspetto, lo affronta su “Dislessia per amica”, di cui è fondatore, lo divulga nelle scuole.
«La mia idea era scrivere un libro che potesse essere d’aiuto e d’ispirazione a persone DSA o che vivono un momento di difficoltà, facendo capire loro che sono le difficoltà a renderci unici. L’ho scritto in maniera semplice per essere di facile lettura».
In questa sua frase c’è tutta l’essenza dell’autore e del libro stesso: generosità, opportunità, semplicità, saggistica (e saggezza, a dispetto dell’età).
Claudio non ha visto un problema o una differenza, ha tradotto in opportunità la sua DSA. Nella sua giovane vita ha già fatto tante cose, a cui è difficile stare dietro. È vulcanico e brillante, con le idee chiare e un progetto preciso. Da bambino voleva fare il medico per “guarire” non sé stesso, ma il prossimo che non riuscisse a superare, al suo stesso modo, le difficoltà. Poi, crescendo, come giusto che sia, ha cambiato idea sulla professione, senza mai perdere la coerenza e la determinazione.
Questo fumetto, però, non deve essere letto soltanto dalle persone con DSA, ma soprattutto da quelle che si considerano “normali”, perché spesso normalità vuol dire superficialità, mentre il valore aggiunto – come Claudio ci ricorda – è l’unicità.
Questo fumetto è una bella storia, anche se difficile e merita di essere letto, perché è un viaggio tra incomprensioni, giudizi, pregiudizi, solitudine, ignoranza, cadute e risalite. Parla di dislessia, ma si rivolge a chiunque si sia sentito, almeno una volta, sbagliato, inadeguato o “fuori posto”, in un viaggio di accettazione e crescita, mostrando che le difficoltà non definiscono chi siamo, ma possono diventare la spinta per scoprire la nostra vera forza.
Il progetto è curato da Capua, il luogo della lingua festival e il libro è disponibile sia online che in libreria.




